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DIFFIDATE DALLE IMITAZIONI!

martedì 7 agosto 2012

MODESTY BLAISE by Enrique Badia Romero

 E sono finalmente arrivata al periodo disegnato dallo spagnolo Romero, che dai primi '70 continuerà fino alla conclusione inglese nel 1994. 
Che dire? Meglio di Holdaway e Burns? Forse no, ma sicuramente Romero è il disegnatore che meglio ha saputo interpretare il personaggio, nonché rendere le complesse sceneggiature di O'Donnel più fluide e cinematografiche. Inoltre, gli zigomi che la rendono "spigolosa", e in qualche modo assomigliante a me (o almeno così mi piacerebbe!), sono una sua invenzione.






Autoritratto di Enrique Badia Romero


venerdì 3 agosto 2012

ASIA

Nel senso che da dopodomani e per circa un mesetto mi troverò, per lavoro, a zonzo in lungo e in largo per l'ASIA... Non potrò collegarmi spesso, solo e  forse quando mi troverò in quache ambasciata (ma voi scrivetemi! Rispondero' tutte le volte che potrò!), e avrò parecchio tempo libero. Di fare la turista non se ne parla, conosco  fin troppo bene questo continente; avendoci passato una discreta parte dalla mia vita; per cui mi sono organizzata con 6 volumi a fumetti di Modesty Blaise (mia attuale droga), e le 1039 pagine di Battlefield Earth.
Che la "scorta" sia con me!

giovedì 2 agosto 2012

Il mio nome e' Blaise... Modesty Blaise.


Modesty Blaise e' la mia ultima passione... Frullato di Doc Savage, James Bond e Agente Speciale, e' stata creata nel 1962 per il quotidiano inglese The Sun da Peter O'Donnel e disegnata da un sfilza di disegnatori, tra cui Jim Holdaway, John Burns e -il piu' assiduo- Enrique Badia Romero, fino al 1996 (anno in cui ha avuto una reincarnazione americana per mano di Dick Giordano e Paul Gulacy, qui riportati). Attualmente sto arrivando alla fine della gestione Holdaway e sono molto curiosa di iniziare quella Romero, che e' poi la piu' famosa, anche iconograficamente. Da Modesty Blaise sono stati tratti pure film, telefilm, romanzi... Da noi l'ultimo editore a pubblicarla e' stato l'Eura, in un'orribile versione malamente rimontata e tagliata. Consiglio vivamente le edizioni inglesi, francesi e americane, facilmente recuperabili nei mercati in rete. Oppure le vecchie edizioni italiane della Imago libri.





martedì 31 luglio 2012

CRONACHE DEL TEMPO MEDIO

Dopo i duri colpi subiti dal fumetto italiano di fantascienza; con il men che mediocre Darwin, il nuovo corso di Nathan Never (iniziato con il n.250) e il terribile 2012, che vede purtroppo convolti bravi disegnatori, tra cui Giancarlo Caracuzzo; non resta che ripararsi nel non troppo "fantascientifico" passato, in attesa della miniserie Gli orfani (le cui prime tavole in anteprima non promettono nulla di buono), e rileggere grandi e piccoli capolavori provenienti da paesi che la fantascienza, al contrario dei fumettisti italioti, l'hanno sempre capita e trattata bene. Pubblicato nei primissimi '90, Cronache del tempo medio, testi di Balcarace e disegni del mai troppo compianto Juan Zanotto, appartiene ad un branca della sf a fumetti di scuola tipicamente argentina e tratta -con ferocia- un'epopea di storia futura che coinvolge tre generazioni, fino ad un finale misticheggiante (ma riuscito) in cui il mondo, la terra, ricomincia da capo in un nuovo "eden", con un messia ermafrodita un po' Adamo e un po' Eva. 
Quello che maggiormente colpisce in questa saga, oltre al coraggio, e' l'ambizione di grande affresco, con tutti i temi importanti annessi. Stupisce ancora di piu' in quanto simile "ambizione", come per altri fumetti della medesima scuola: L'eternauta, Barbara, Yor, Hor, La citta', Gilgamesh... si configura in una realta' editoriale di FUMETTO POPOLARE (parliamo di fumetti serializzati su settimanali quali Lanciostory e Skorpio...). E con questo lascio a voi qualsiasi considerazione in merito alla "nostra" realta', in ambito di fumetto non soltanto di fantascienza.

lunedì 30 luglio 2012

Da destra: la fantasy italiana che sembra fantascienza

Adalberto Cersosimo, autore di destra per sua stessa definizione, ha scritto questo splendido ciclo di racconti e romanzi brevi in anni e anni di pubblicazione su riviste, fanzine e antologie (Sfere, Verso le stelle, Le spade di Ausonia...), completandolo con un ulteriore romanzo breve per questa bella edizione definitiva, pubblicata nel 2000 dall'editrice Nord. Cersosimo non e' Passaro o Farneti o Naviglio, e la sua ideologia traspare (quando traspare) sempre in funzione narrativa. Mai gratuito, mai predicatorio; sempre intelligente. Inoltre la "sua" e' una destra non invasiva, velata di malinconia e traboccante di slanci poetici, anche in funzione anti-epica, se serve. Non fascismo, con la consueta (e sacrosanta) accezione negativa, bensi', forse, solo un certo conservatorismo "aulico".
Il libro dell'Impero (brutto titolo che, per i piu' maliziosi, tradisce, l' ideologia di fondo); riccamente illustrato da ingenue, datate, ma fascinose illustrazioni di Alessandro Bani; ha piu' punti in comune con la fantascienza o -come ha scritto Claudio Asciuti- con Fritz Leiber, che con la consueta fantasy anglo/americana post "howardiana" e post "tolkieniana".
Da leggere senza pregiudizi di sorta.

sabato 28 luglio 2012

Da sinistra: la fantasy italiana che sembra fantascienza


Lino Aldani, il piu' noto e importante scrittore italiano di fantascienza di sempre (purtroppo scomparso), e Daniela Piegai, al tempo tra le promesse piu' luminose della fs, scrissero negli anni 80 un romanzo fantasy dichiaratamente di sinistra: Nel segno della luna bianca. L'allora controverso risultato e' in realta' un opera solida (resistente al tempo) e matura che -alla pari di quelle di Gianluigi Zuddas (da leggere, TUTTE!)- sconfina nella fantascienza. Come i precedenti romanzi e racconti dei due autori, Nel segno della luna bianca e' un inno alla trasgressione e alla ribellione. Intriso di sesso e violenza (di verita' radicali, inevitabili in un mondo cosi' decritto); dalle modalita' etiche ed estetiche opposte alla -anche allora- imperante fantasy conservatrice di stampo "tolkieniano" ( Brooks, Eddings, Feist...), il romanzo si situa in quella strana linea di demarcazione (limbo?) alla quale appartengono opere fantasy amate soprattutto dai lettori di fantascienza, come Il ciclo del Nuovo Sole di Gene Wolfe, Earthsea di Ursula Le Guin e praticamente tutte quelle firmate da Michael Moorcock e Tanith Lee. Oggi, coi lettori e gli autori che il genere si ritrova, romanzi tali sarebbero improponibili, in quanto non fuga della realta' ma analisi allegorica della stessa.
Nel segno della luna bianca e' un romanzo immenso, unico, impareggiabile, irripetibile...irrinunciabile.

giovedì 26 luglio 2012

STAR CRASH, il romanzo!!!

Sapevo dell' esistenza del romanzo, ma non mi era mai capitato neppure di vederlo in giro, figuriamoci di leggerlo! Grazie al mio carissimo amico Raffaele Cimo', noto collezionista di memorabilia cinematografiche, sono riuscita ad averlo gratuitamente ( me lo ha gentilmente regalato, grazie Raf !!!) e...SORPRESA, non assomiglia neanche lontanamente a come me lo ero immaginato! Intanto non e' la novelizzazione del film, bensi' il romanzo scritto dallo stesso Cozzi sulla base del suo primo trattamento, depositato nel 1977, intitolato L'impero delle stelle (aka: The space adventures of Stella Star), scritto un anno prima dell'uscita di Guerre Stellari. E infatti, oltre ad essere molto -ma molto molto- diverso dal film poi realizzato, non presenta alcuna somiglianza "imitativa" col film di George Lucas, ma e' semmai  un dichiarato omaggio alla space opera della golden age di Murray Leinster, Alfred Van Vogt, Emond Hamilton...e molti altri ancora.
Non un capolavoro, intendiamoci, ma una lettura gradevole e con un finale davvero a sorpresa (anche questo soppresso nella versione cinematografica). Altra cosa notevolissima del volume, e' l' incredibile corredo fotografico e iconografico: la mappa della storia, i disegni preparatori dei costumi, delle scenografie, dei robots, delle astronavi e delle creature aliene ( tutte ad opera di Nino Ramponi ), che testimoniano l'ambizione iniziale di un film poi diventato, sia per volere dei produttori che per motivi di budget e di tempo, una misera "imitazione" di Star Wars.