Non è, come erroneamente sostengono in molti, il capitolo conclusivo della trilogia cannibalica di Ruggero Deodato, ma ben altra cosa.
Originariamente pensato per
Wes Craven, sebbene scritto da Dardano Sacchetti e Cesare Frugoni, e finanziato con i dollari dell'allora prospera
New World Pictures americana,
Cut and Run (Inferno in diretta) mescola abilmente il romanzo (non il film ignobile)
Congo di
Michael Crichton con l'
Apocalypse Now di
F.F.Coppola, non dimenticando -nella seconda parte del prologo- lo
Scarface di
Brian De Palma.
Il risutato è notevolissimo, senza forse il capolavoro di Deodato (che qui risparmia cannibali e sevizie su poveri animaletti indifesi).
Se il cast, tranne una bellissima e bravissima Valentina Forte -ma che fine avrà fatto?- e un paio di camei di Gabriele Tinti e Luca Barbareschi, è anglo/americano (Karen Black, Lisa Blount, Eriq Lasalle, Richard Lynch, Willie Aames, Lohn Steiner, Richard Bright, Michael Berryman...) le "maestranze" tecniche sono tutte orgogliosamente italiane: fotografia di Alberto Spagnoli, montaggio di Mario Morra, scenografia e art direction di Claudio Cinini, trucco ed effetti speciali di Maurizio Trani e Paolo Ricci, colonna sonora di Claudio Simonetti...
Leggenda vuole che questo film spicchi nella lista dei preferiti di
Oliver Stone, e chissà perché la cosa non stupisce più di tanto... Alcune sequenze, infatti, ricordano la parte finale di
Natural Born Killers, non tanto per l'argomento quanto per come sono state girate.
Deodato, che ne ha fatte di patacche, in questo e in un altro paio di film si è invece rivelato un regista tra i più solidi e personali del panorama internazionale.
Questo, che purtroppo in Italia non e' ancora stato editato in dvd, è di quelli da vedere a tutti i costi.